mercoledì 18 ottobre 2017

SAMUEL di Dora L. Anne



Il destino, a volte, sceglie strade inaspettate per avvicinare gli opposti e condurli al vero amore.

Samuel, quarantadue anni, divorziato e da allora scapolo convinto, deve lottare per non cedere agli impulsi del cuore quando incontra di nuovo Cassandra, giovanissima, dopo molto tempo.
L'ha vista crescere come unica figlia del suo migliore amico, nonché inseparabile amica di sua figlia, ma adesso non è più la bambina timida che ricordava.
Al suo posto appare una fata bionda capace di offuscare ogni buona intenzione.
Come ignorare il divario esistente tra loro? I troppi anni che li dividono? Il desiderio?
Impossibile. Perché L'amore non si sceglie. Ti sceglie.
E quando un evento imprevisto li avvicina in maniera pericolosa, accendendo la passione di entrambi, il muro di finta indifferenza costruito a fatica crolla inesorabile.
Amore. Gelosia. Erotismo. Una girandola di emozioni in grado salvare e, al tempo stesso, distruggere tutto.
Fino a quando il destino non complicherà ulteriormente le cose, mischiando ancora le carte invece di chiudere l'inattesa partita.
L’amore, quello vero, esiste. Non si sceglie, ma ti sceglie. Non ha confini o etichette sociali e quando arriva lo senti, perché travolge tutto come un treno in corsa senza freni. Vince persino sulla ragione, azzera le regole fino a rimescolare le carte del destino e rovesciare la barriera sottile che separa quello che è giusto da ciò che è sbagliato.


Samuel è un uomo maturo, ha da poco superato la quarantina, padre di due figli ventenni, divorziato e di grande successo. È un uomo d’affari competente e molto affascinante, sempre circondato da belle donne. Ama divertirsi e fare sesso come ogni comune mortale e non ha alcuna intenzione di capitolare di nuovo né di perdere la propria libertà. Il pensiero però cambia quando incontra quella che un tempo era stata l’amichetta di sua figlia ma che adesso è sbocciata in una donna avvenente oltre ogni immaginazione. Al funerale della moglie del suo migliore amico, Samuel riconosce a stento la figlia Cassie, la ricordava piccola, mentre giocava con la sua Jenny. Ora è cresciuta e lui non crede ai propri occhi.

Il fascino ha tante forme: lei le racchiude tutte. È un misto di dolcezza, peccato e sensualità che investe chi la guarda come un fiume in piena lasciando evaporare il resto intorno: ragione in primis.


Samuel rimane come ipnotizzato dalla bellezza fresca e innocente della ragazza; basta un abbraccio per scatenare in lui sensazioni che mai avrebbe potuto prevedere, almeno non ne suoi riguardi. Pur comprendendo l’assoluta inadeguatezza della situazione, Samuel ha un pensiero fisso che lo accompagna nel corso di un intero anno fino a quando, per motivi contingenti, si ritrova di nuovo davanti all’oggetto dei suoi desideri. Con la scusa di aiutare l’amico finito in bancarotta, Samuel invita padre e figlia a trasferirsi a casa sua, almeno fino a quando le cose non miglioreranno.

Avere Cassie così vicina di certo non facilita la sua decisione di lasciarla stare, e per quanto la mente gli suggerisca di non provarci, Samuel non può sottrarsi al desiderio, quasi come se davanti a sé non ci fosse una ragazzina dell’età di sua figlia ma una sirena inconsapevolmente incantatrice.

Se l’etica sociale condanna le mie azioni insieme alla coscienza, il corpo non risponde, sembra possedere vita propria, brama attenzioni e continua a spingermi verso di lei nonostante sappia con assoluta certezza di sbagliare.


Al diavolo tutto, Samuel non resiste un minuto di più, vuole Cassie e alla fine la prende. La ragazza non disdegna, cede senza opporsi e in poco tempo diventa la sua amante. Il difficile viene adesso, Samuel si rende conto dell’assurdità della loro relazione, se solo si scoprisse la sua reputazione sarebbe rovinata e la famiglia distrutta. I suoi figli romperebbero con lui definitivamente ma ancora peggio rovinerebbe Cassie, relegandola a un ruolo che non le si addice.
Come finirà tra di loro? Be’, per saperlo dovrete proprio leggere il romanzo.
L’argomento non è dei più semplici, una relazione tra un uomo maturo e una giovane ragazza, se non trattato bene, finisce per diventare un trash inaccettabile. Per fortuna non è questo il caso.  Devo dare atto alla scrittrice, infatti, di come ha saputo affrontare la tematica così delicata con eleganza e intelligenza. La storia viene raccontata dal punto di vista di Samuel con molto tatto e profondità psicologica. Il protagonista mette a nudo la propria anima, scavando dentro di sé alla ricerca di una motivazione valida che gli permetta di giustificare ciò che sta facendo. Lui non si compiace di ciò che prova, non ride della propria abilità nei confronti del sesso opposto né pecca di egoismo, ponendo in primo piano i suoi desideri a scapito di quelli di Cassie. No, niente di tutto questo. Samuel è cosciente della sconcezza della cosa, sa di sbagliare e si vergogna di non riuscire a evitare, nonostante gli sforzi, di farsi coinvolgere in un rapporto inopportuno.

Allora meglio spegnere il cuore, la mente, ogni minuscolo emozione collegata a lei… se solo riuscissi a capire come fare a trovare l’interruttore.


Samuel lotta ma inevitabilmente i suoi sforzi risultano vani di fronte alla nascita di un sentimento pericoloso e profondo. E con l’amore, si sa, arriva anche la gelosia che mai come in questo caso, risulta forte e capace di portare a commettere azzardi.
Cassie dal canto suo, appare come una fanciulla innocente, anche se a mio avviso, non lo è fino in fondo. Pur titubante, non disdegna della compagnia dell’uomo che potrebbe essere suo padre. Accetta le sue attenzioni, forse conscia del proprio potere.

L’ha proprio detto. Sceglie di percorrere una via non facile, dissestata ovunque, ma desidera farlo insieme.

Si nota il suo vacillare, il suo essere troppo giovane dal modo in cui reagisce: un attimo prima si offre immolandosi sull’altare della lussuria e subito dopo scappa via diventando scostante e indisponente. Nulla di strano, in fondo, perché Cassie è una ragazzina che vuole vivere la sua età, stare con gli amici, pensare a un amore coetaneo e si ritrova, invece, invischiata in un gioco più grande di lei. I modi affabili e l’esperienza in campo sessuale di Samuel costituiscono una tentazione troppo appetitosa cui potersi sottrarrre.
E se da una parte, dunque, vediamo un uomo in piena crisi, in balia delle emozioni, capace di mettere in discussione il suo operato e di far tacere il suo lato egoistico, dall’altro ci troviamo di fronte a una donna incosciente, com’è giusto data la sua età ma, al tempo stesso, molto pericolosa.
Pericolosa per lui, perché con il suo atteggiamento innocente non fa altro che legarlo di più a sé fino a stregarlo come una novella maga Circe. Alla fine sembra quasi che sia lei a dettare legge e Samuel da predatore diventa la preda.
Sarebbe stato bello conoscere la storia anche dal punto di vista di Cassie,  in questo modo, di sicuro, sarebbe apparsa meno superficiale.
E questo è l’unico limite del romanzo anche se l’autrice stessa ci informa che conosceremo presto i pensieri di Cassie.
Consiglio il romanzo a un pubblico maturo, capace di superare i pregiudizi e andare oltre per godersi una bella storia d’amore. Ci sono molte scene di sesso, peraltro ben descritte, c’è il dramma, la suspance, insomma non manca niente per rendere la lettura piacevole e gustosa.
Consigliato!

A OCCHI CHIUSI/ A OCCHI APERTI di Giovanna Mazzilli



Quando la vita ti presenta una seconda occasione, l'importante è non ignorarla rischiando di perdere tutto un’altra volta. È questo che Arizona pensa ogni mattina. Lavorare, frequentare tutti i giorni il gruppo degli Alcolisti Anonimi e rimettere ordine nella sua vita, dimenticando un passato doloroso. Ecco quali sono i suoi obiettivi. Ma vivere a Las Vegas, la città della trasgressione e del peccato, la mette a dura prova, soprattutto quando, durante un incontro, conosce Kentucky. Lui è tutto quello che dovrebbe evitare: è bello da far male, sempre con la risposta pronta ma, soprattutto, è intenzionato a trovare un posto fisso nella sua vita. Arizona deve fare i conti con l’attrazione irresistibile che prova per Ken e per i sentimenti e le emozioni che solo lui è in grado di tirare fuori dal suo cuore. Ma ricadere nel vortice del peccato e perdere il controllo è troppo facile, soprattutto quando il passato e tutto il dolore che si porta dentro bussano con prepotenza alla porta.
Arizona affronterà le sue paure più grandi o si farà travolgere da esse? E riuscirà a capire se la dipendenza è più forte dell’amore? “A occhi chiusi” è il primo volume della duologia “The sound of a smile”.

***

La vita non regala niente e la felicità ha un prezzo che a volte non si è disposti a pagare.
Arizona è consapevole di aver mandato al diavolo la sua occasione di redenzione. Ha allontanato l’unica persona con cui poteva creare un futuro e ha ascoltato la voce della dipendenza piuttosto che quella dell’amore. Per questo, quando Kentucky torna nella sua vita con la certezza di poterla salvare da se stessa, non sa che cosa fare. L’alcol manovra i suoi pensieri e lei crede di non possedere più la forza per affrontarlo, eppure Ken non è disposto a farsi da parte.
Quando una persona inizierà a tramare alle loro spalle, più decisa che mai a vedere Arizona e Kentucky sparire dalla circolazione, tutta la sofferenza e le bugie dette in passato non conteranno più.
In una Las Vegas piena di divertimenti, pericoli e tentazioni potrà l’amore salvare l’anima di due persone destinate a stare insieme?
“A occhi aperti” è il volume conclusivo della duologia “The sound of a smile”.

“Ciao sono Arizona e sono un’alcolista.”

Così si presenta la protagonista della storia. Arizona è una ragazza come tante, una giovane cui un destino ingiusto ha strappato via sogni e aspettative, lasciandole una profonda acredine come compagna. La rabbia e la bottiglia, la terapia giusta per dimenticare la colpa che si porta dietro come un ingombrante fardello, difficile da scrollarsi di dosso. Cresciuta in una famiglia benestante, Arizona ha il futuro già stabilito. Destinata a diventare la carta carbone di sua madre, fin da piccola è già stata promessa in sposa per il bene della famiglia e degli affari.

Il matrimonio con Brian Newmar avrebbe fatto acquisire ai Brewer –
provenienti dalla squallida Arizona – più potere,
ottenendo un’ottima posizione sociale ed economica
nell’assolata L.A..

La morte di Ross, suo fratello, la distrugge ma quello che annienta le sue certezze è il dolore e la delusione che legge ogni giorno negli occhi dei suoi genitori. La ritengono responsabile e lei questo non può sopportarlo, così decide di andarsene, lasciare tutto e ricominciare da capo. Arizona è sola, troppo giovane per combattere e per cavarsela senza un aiuto così, per dimenticare, trova conforto nell’alcol. 

Ho scelto Las Vegas perché, oltre a essere una città
difficoltosa, è anche quella dove non ti fanno troppe
domande.

La discesa verso l’inferno è veloce ed è solo grazie alla sua forza interiore che Arizona reagisce ma per ricominciare deve tagliare con il passato, lasciare tutto e andare altrove. A Las Vegas trova un lavoro e, grazie a Maggie, il suo tutor, anche la voglia di risalire la china e riappropriarsi della sua vita.

Essere un’ex alcolista non ti apre tutte le porte che vorresti e sapere che c’è un posto dove non sono giudicata per gli errori che ho commesso, mi fa stare bene.


Le sedute giornaliere degli alcolisti anonimi rappresentano piccoli passi verso la salvezza, Arizona vuole rialzarsi, uscire dal tunnel e rivedere finalmente la luce. Sa perfettamente quanto sia impervia la salita verso la libertà ma è comunque decisa a non fermarsi.

«Credevo che il mio destino fosse ormai scritto e che la penna, che poteva modificare le cose,
fosse andata persa o addirittura distrutta. Ora so che non è così. Ci sono molte persone che hanno cercato di farmi comprendere che l’alcolismo è una malattia dalla quale si può guarire. Prima non pensavo fosse possibile, ma ora uno spiraglio di luce ha incominciato a filtrare da quelle persiane sbarrate che adorano l’oscurità.»


L’incontro con Kentucky rende tutto più facile, con lui Arizona ritrova la fiducia perduta per il prossimo, accanto a lui il traguardo sembra più vicino. Ken la capisce perché condivide il suo stesso tormento. Il rapporto che nasce tra loro è fatto di tenerezza e complicità, Ken è paziente, le sta accanto, le fornisce l’appoggio di cui ha bisogno in cambio della sua compagnia. Pian piano la simpatia iniziale lascia il posto all’amore e alla consapevolezza che niente è impossibile: nulla può turbare la serenità conquistata. Già, ma fino a quando?

“Ormai è troppo tardi, Arizona.”
“Tuo padre non c’è più.”
“Voleva vederti un’ultima volta, ma tu non c’eri.”
“È morto per colpa tua, proprio come Ross.”

Basta una notizia brutta e la realtà dura e spietata piomba di nuovo su Arizona con tutta l’amarezza che pensava aver dimenticato, rigettandola nel baratro dal quale, con tanta fatica, era uscita. Cosa ne sarà di lei? Come potrà rialzarsi quando tutto quello in cui credeva sembra svanito nel nulla? E se anche Ken risultasse una persona diversa? Se le nascondesse qualcosa?
La storia di Arizona è comune a tanti ragazzi. Il problema dell’alcolismo è una delle piaghe del nostro secolo, una piovra dai tentacoli letali, un incubo dal quale non è facile svegliarsi. La scrittrice è brava a mostrarlo in tutta la sua durezza, attraverso uno stile elegante e pulito, ci presenta un mondo ai più sconosciuto ma pur sempre reale e lo fa con grazia e precisione, analizzandone ogni aspetto con una sensibilità estrema. Dolore, abbandono, rinascita, sbandata, ricaduta, allontanamento, ritorno, perdono e finalmente amore, sono i vari passaggi che il lettore compie a fianco della protagonista nel lungo cammino verso l’agognata felicità. La duologia “The sound of a smile” è proprio questo, un lungo procedere lungo una strada tortuosa. Ma è anche la scoperta di un amore, quello di Arizona e Kentucky, che si fortifica sopravvivendo alle difficoltà e alla paura della solitudine.

È questa la perfezione che bramavo: perderci l’uno
dentro l’altra, intrappolando le nostre anime nel
meccanismo incredibile che ci rende completi.

Arizona è fortunata perché non è sola, ha incontrato le persone giuste e ha ritrovato se stessa e la speranza di un futuro migliore.
Consigliato!


domenica 15 ottobre 2017



IL FUOCO DEL RISCATTO è l'ultimo atto della saga dei Mac Talbot. La trama è presto detta:

Con Gladys ancora dispersa, tocca a Roscoe Mac Talbot sostituire la sorella a capo dell’azienda di famiglia e portare avanti il lavoro al cantiere accanto al fratello Damian.
La mancanza di notizie dall’Italia non fa altro che acuire i malumori e la tensione tra tutti i componenti della famiglia. Chiara, preoccupata per il cugino Matt, attualmente sospeso dal lavoro, non si risparmia e continua ad aiutarlo, mettendo così in pericolo la gravidanza già a rischio. Damian è ai limiti della depressione, si ritiene responsabile del rapimento della sorella. Inoltre, il ritorno inaspettato della zia Abigail al castello, dopo una lunga assenza, riporta a galla drammi e tradimenti mai dimenticati e riapre vecchie ferite.
All’improvviso Gladys si ripresenta a casa dopo essere stata rilasciata in circostanze misteriose, tra lo stupore generale rivela di essersi sposata. La notizia coglie tutti di sorpresa e porta sconcerto e incomprensione nella famiglia.
Le indagini sul suo rapimento vengono affidate al giovane procuratore Connor Campbell, nuovo di Blanthyre, che entra subito in conflitto con Matthew, ormai messo in ginocchio dalle ultime novità.
Gleason, però, non si dà per vinto, ha bisogno di capire e di parlare con Gladys per conoscere la verità sul suo matrimonio. L’incontro tra i due si rivela drammatico: Gladys è tentata e combattuta ma dopo un accenno di cedimento lo respinge definitivamente. Non potrà esserci alcun futuro per loro perché lei è incinta.
Ma le sorprese non sono finite: durante il consiglio d’amministrazione Gladys, tornata di nuovo al lavoro, sconvolge tutti nominando Saverio come nuovo amministratore delegato della Mac Talbot Industries. Roscoe e Damian reagiscono male alla notizia, non accettano che il figlio del loro acerrimo nemico Sean Logan guidi l’azienda di famiglia. La guerra tra di loro è inevitabile.
Intanto a Blantyre viene ritrovato il cadavere di una donna. Il procuratore Campbell si ritrova tra le mani una bella gatta da pelare anche perché tutti gli indizi riconducono ai Mac Talbot.

La scoperta di nuove prove e il susseguirsi di colpi di scena rendono il mistero intorno alla vicenda sempre più fitto man mano che ci si avvicina al giorno del processo.

Oltre ai fratelli Mac Talbot e ai loro partenrs, quindi, conosciamo altri personaggi come la regale Abigail Mac Talbot, zia dei nostri eroi, il procuratore Connor Campbell e l'esuberante Daisy. A questi si uniscono i sempre presenti Rudolph, il maggiordomo discreto e fedele, Mitch, il detective, da sempre amico di Matthew Gleason e Al, l'amico un tempo amante del bel Damian. Ritroveremo invece Saverio Mantelli, già conosciuto in IL FUOCO DELL'INGANNO.



martedì 10 ottobre 2017

CON I TACCHI È UN'ALTRA COSA di Lucia Bonelli



Federica entra nel mondo del lavoro a trentatré anni e, proprio il giorno del suo 33° colloquio di lavoro, il destino le gioca un brutto scherzo. Stanca di dovere rinunciare sempre a tutto per seguire le regole, decide di sfidare la sorte e, aiutata da una serie di rocamboleschi equivoci, si ritrova nello staff della filiale romana della più grande società di marketing di Francoforte, la JB Kraften. Paul Peters, integerrimo Direttore Generale della società, prossimo al matrimonio del secolo, dovrà seguirla nella gestione della fusione parigina del colosso. Peccato che Federica non parli assolutamente il francese e che nessuno sappia che in realtà il suo nome è Marina, Marina Bonei.
«Mi raccomando il profumo! Non dimenticare il profumo!»
«Il profumo, gli orecchini di perle, i capelli raccolti, le calze, i tacchi… nonna, non vado a una sfilata.»

Marina è a un passo dal ricevere l’incarico dei suoi sogni, certo, deve prima sostenere il colloquio ma in cuor suo sa di avere in tasca il risultato. Ha aspettato a lungo l’occasione giusta e ora che finalmente le si è presentata, non ha intenzione di fallire: il posto presso la JB Kraften sarà suo, costi quel che costi. Incoraggiata dalla famiglia, Marina va tranquilla, ha studiato e non ha dubbi sulla sua preparazione. Niente può andare storto, dunque, ha tutto sotto controllo ed è pronta a tutte le evenienze… Be’, proprio a tutte no… Infatti, una volta arrivata in azienda, scopre che il posto è stato già assegnato il giorno prima a un’altra. Oh mio Dio! Il mondo crolla in un battibaleno! Distrutta e depressa a Marina non resta che tornarsene a casa sconfitta. Una ragazza normale accetterebbe la malasorte e si comporterebbe di conseguenza ma non lei, non quando ha messo in gioco tutto per arrivare alla meta.

Non posso essere così sfortunata!
Io non tornerò a casa senza quel posto.
Io non tornerò a casa senza quel posto!
Io non tornerò a casa senza quel posto?


E così la nostra intraprendente eroina escogita il piano diabolico: si fa passare per la fortunata già assunta al posto suo. Marina Bonei diventa Federica Fenni e, in un colpo solo, si ritrova a far parte dello staff della pregiata azienda ottenendo il lavoro dei suoi sogni. Tutto procede alla perfezione fino a quando non le viene richiesto di presenziare alla fusione con l’Ètoile, un’azienda parigina. Il problema è che Marina non conosce il francese ma Federica sì… Ma lei non si scoraggia, arrivata a questo punto non può deludere il grande capo, non ci pensa nemmeno. Quindi la domanda nasce spontanea: come ne uscirà fuori? La risposta la troverete solo leggendo.
La storia, pur non essendo originale, è comunque piacevole e di facile lettura. Lo stile è brillante, anche se alle volte il sarcasmo appare forzato, e rende bene l’idea della commedia spiritosa piena di equivoci e battute simpatiche. La narrazione procede in maniera lineare, senza cambi di marcia dall’inizio alla fine. E qui arriviamo alle note dolenti. La mancanza di colpi di scena, infatti, alla lunga finisce per penalizzare il racconto, che inizia e termina nello stesso modo orizzontale. Ci si aspetta da un momento all’altro un decollo che però non avviene e il problema è presto spiegato. L’approccio di alcune tematiche importanti rimane superficiale (mi riferisco allo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti, per esempio), e la loro esposizione precipitosa finisce coll’appiattire la vicenda.
 Lo stesso discorso vale per i personaggi: Marina/Federica e Paul Peters, di loro conosciamo i tratti principali: sappiamo che Marina è intraprendente, caparbia e ostinata. Vuole il lavoro e lo ottiene, vuole far colpo sul capo e ci riesce, non si scoraggia davanti alle difficoltà ma anzi le affronta a testa alta senza preoccuparsi delle conseguenze. Tanto c’è sempre tempo per le spiegazioni…

Voglio sembrare professionale anche se risulterò una truffatrice professionale, ma comunque elegante, sicura, vittima della voglia di avere giustizia, almeno una volta nella vita.

Dall’altro lato Paul ci viene presentato come un tipo affascinante, potente, il solito maschio alfa, preciso sul lavoro e sicuro di sé. Difficile resistergli, insomma.

«Buongiorno» dico con un filo di voce e il viso in fiamme. Il suo profumo mi ricorda il nostro piccolo incidente e quando ci dirigiamo verso l’ingresso, lascia di nuovo quella scia. Io cammino alle sue spalle, ma sento ancora il sapore dei suoi occhi addosso. Dio quanto è bello, quant’è professionale. Il mio cuore batte agitato, confuso. Mi fa sentire viva. Lui mi fa sentire viva.


Che c’è di strano? direte voi, in fondo entrambi rispecchiano dei cliché ampiamente sfruttati nel romance. È giusto! Il problema però è che simili modelli qui rimangono tali invece di essere vivi; i personaggi, infatti, mancano di profondità, di loro conosciamo la facciata, ciò che non leggiamo è la loro introspezione. Essi non possono essere definiti tridimensionali, bensì appaiono troppo ovvi e poco incisivi. Il loro idillio, per esempio, nasce e cresce troppo velocemente tanto che il lettore non ha il tempo di assimilare i progressi né di empatizzare con loro. E anche quando Paul scopre la verità su Marina, si arrabbia, è vero, ma la sua reazione prevedibile resta ferma, quasi impalpabile per la mancanza di sviluppo. Forse, se avessimo potuto contare anche sul suo punto di vista, avremmo sicuramente capito meglio il suo stato d’animo in questa e in altre occasioni. Invece è bastato voltare la pagina, per leggere il cambio di rotta dei suoi sentimenti, come era prevedibile. Ma anche in questo caso la situazione appare fredda e scontata, senza quel pathos che l’avrebbe resa più verosimile.
 Consigliato per una lettura estiva.

LA DOPPIA VITA DI AMY BENSEN. Ritorno alla realtà di Lisa Renee Jones




Per sei lunghi anni ho vissuto una vita in fuga, nella paura e devastata da ciò che avevo perso. Ma il giorno in cui ho incontrato Liam Stone le cose hanno cominciato a cambiare. Lui è molto di più del suo denaro o il suo potere, e persino di più della protezione che mi ha offerto. Lui è passione. È amicizia. È amore e felicità, ed è l'uomo che ha fatto suoi i miei nemici. E ora con il suo aiuto il segreto che mi ha portato a nascondermi è sepolto, e i nostri nemici sotto controllo. Liam e io possiamo finalmente iniziare una nuova vita e lasciarci tutto alle spalle. L'incubo è finito. A meno che...
La domanda nasce spontanea: valeva la pena scrivere un’appendice come questa alla serie o forse sarebbe stato meglio, sotto ogni punto di vista, inserirla come epilogo nel romanzo precedente? Se fosse stato così, ci saremmo tutti risparmiati la fatica di leggere ripetizioni inutili messe lì solo per allungare il brodo e avremmo gioito per il giusto lieto fine e la risoluzione del mistero. Invece no! La scrittrice ha ritenuto doveroso accontentare le sue lettrici regalando loro un finale sdolcinato. Una vera e propria operazione di marketing, non c’è che dire, o, come si usa adesso, di fanservice.

E pensare che la storia ha un inizio intrigante e fa ben sperare. Dalle prime battute si intuisce infatti che il pericolo non è ancora passato, Amy non può ancora abbassare la guardia né rilassarsi così come suo fratello, ancora in fuga come abbiamo letto alla fine del romanzo precedente. Tuttavia, la trovata del funerale rappresenta la trovata giusta per depistare i nemici.


Il feretro nero lucente è deposto a pochi passi da noi e un tendone ci ripara a malapena dal freddo dicembre texano. Indosso un abito nero e un impermeabile, appropriato per un piovoso giovedì in cui il cuore ti viene strappato dal petto.

 E i risultati non tardano ad arrivare, alcuni “pesci” abboccano, altri intuiscono la verità; tornano quelli che un tempo si credevano amici e quelli che si son scoperti nemici. L’unica cosa certa è che per i nostri eroi non è ancora finita. Dati i presupposti iniziali ci aspettiamo di vivere nuove esaltanti avventure. Invece, man mano che si va avanti nella lettura, ci si rende conto che il fulcro della storia è un altro, ben diverso da quello prospettato, ovvero il matrimonio di Amy e Liam, mentre tutto il resto serve solo come riempimento sterile e fine a se stesso.
Peccato!
La storia ha molti spunti positivi, purtroppo non vengono approfonditi. I personaggi, vecchi e nuovi, girano intorno a situazioni che se solo fossero state ampliate a dovere, avrebbero reso il racconto molto interessante.


Sento l’adrenalina pompare dentro di me, non un briciolo di paura, la mia rabbia è in prima linea. «Che bastardo», sibilo io, la mia voce trema, così come il mio corpo, e senza pensarci mi scaglio in avanti con l’intento di colpirlo.

Quindi poca suspance e molto romanticismo: la storia d’amore tra Amy e Liam procede a gonfie vele. Ormai Amy non è più costretta a guardarsi le spalle e a cambiare spesso città per mettersi al sicuro da nemici invisibili, ora può contare sull’amore incondizionato e sulla protezione di Liam e dei suoi amici. Ha ritrovato Chad, suo fratello che credeva morto e la fiducia in se stessa e nel futuro.  Con Liam può riprendersi tutto: la vita, i sogni perduti, la famiglia e quella parvenza di normalità che tanto le è mancata.

Tutto bello, romantico, perfetto, ma che ne sarà di Chad, ancora in fuga? Riuscirà prima o poi a trovare la pace o sarà costretto a nascondersi per sempre? E i suoi nemici che fine faranno? E quelli che un tempo credeva amici, lo saranno di nuovo? Di chi potrà fidarsi? Troppi interrogativi rimangono senza risposte alla fine del racconto e della serie. Ma che importa, il lieto fine è quello che conta, o no? E anche se, come in questo caso, l’happy end appare un po’ forzato, va bene lo stesso.
Peccato!

BOOK TOUR: Illicit by M.N. Forg

y


My desire for her is forbidden. My infatuation is illicit. I’m betraying my club. And if the wage of my sin is death, then this woman is going to get me killed.




I’m an animal, a member of the Sin City Outlaws motorcycle club that isn't capable of human compassion. So I’ve been told anyway.
Raven is my club’s prisoner. I’ve been ordered to break her. It should be easy given my violent history. But being this close to a woman—this woman—for the first time in a long time, is like sharing company with the demon Lilith herself.
She’s my perfect toy. Filled with a dark rage. Blessed with perfected beauty. Sinfully sweet and wickedly divine. Everything about her solicits the demons inside me
I want to hear her screams. I want those big, dark eyes looking up at me—silently begging me for mercy. I want to be her heaven…and her hell. 
My desire for her is forbidden. My infatuation is illicit. I’m betraying my club. 
And if the wage of my sin is death, then this woman is going to get me killed.

Traduzione a cura di QueenAnne

Sono un animale, un membro del club dei motociclisti dei Sin City Outlaws, incapace di provare compassione umana. Comunque così mi è stato detto.
Raven è prigioniera del mio club. Mi è stato ordinato di spezzarla il che dovrebbe risultare facile vista la mia storia violenta. Ma stare vicino a una donna, a questa donna, dopo tanto tempo è come dividere la compagnia con lo stesso demone Lilith.
è il mio giocattolo perfetto. Piena di una rabbia oscura. Benedetta da una bellezza perfetta. Peccaminosamente dolce e malvagiamente divina. Tutto di lei sollecita i miei demoni.
Voglio sentirla gridare. Voglio che i suoi grandi e scuri occhi mi guardino e che in silenzio mi chiedano misericordia. Voglio essere il suo paradiso… e il suo inferno.
Il desiderio che provo per lei è una cosa proibita. La mi infatuazione è una cosa illegale. Sto tradendo il mio club.
E se dovrò pagare il mio peccato con la morte, allora questa donna mi farà uccidere.




La serie dei Sin City Outlaws prosegue spedita, senza cali di tensione anche con questo quarto romanzo la cui storia, devo ammettere, mi ha colpito molto, quasi più he nei precedenti. La vicenda ha come sfondo, naturalmente, il club dei motociclisti di Las Vegas i protagonisti della storia sono Machete il più violento dei fratelli, e Raven. Il compito del biker è quello di spezzare la volontà della la ragazza che i Sin City hanno preso in ostaggio, e indurla a collaborare. Raven è l’unica a sapere dove trovare Cross, il nemico giurato degli Outlaws, e Machete possiede gli argomenti giusti per convincerla a parlare. La sua fama da psicopatico è una garanzia, basta guardarlo per capire quanto sia poco propenso alla pietà. Nessuno resiste ai suoi metodi di persuasione, tuttavia Raven si dimostrerà un osso duro perché, come lui, nella vita ha subito moltissimo.
Our life is ripped into blood and pieces for what we believe in, and what we’re running from. Pain.
Machete e Raven hanno molto in comune, entrambi cresciuti nel dolore sono più simili di quanto possano immaginare.
Abituato fin da piccolo ad un ambiente familiare complicato (il padre militare lo ha indotto a una educazione dura e la madre bipolare alternava momenti di lucidità ad altri di schizofrenia), Mace Ryder è cresciuto senza calore né affetto. Il suo unico tentativo di provare ad amare si è risolto con un matrimonio fallito e la perdita di quel poco di umanità rimasta. Le cose sarebbero andate sempre peggio se ci non fosse stato il club, grazie a Zeek, il presidente degli Outlaws, Machete ha ritrovato la forza per uscire dal baratro in cui era sprofondato e anche una nuova famiglia, l’unica.
Raven ha avuto un’infanzia da incubo, strappata alla famiglia da Cross, un uomo spietato e senza scrupoli, si è ritrovata assieme ad altri bimbi a vivere in cattività, sottoposta a ogni genere di tortura per essere trasformata in un’arma, una specie di automa incapace di provare sentimenti. In quella strana prigione ha incontrato Alessandra, l’attuale compagna di un altro componente dei Sin City, ha lavorato con lei nel dipartimento di polizia comportandosi da falsa collega. In realtà la sua missione era quello di rapirla e riportarla da Cross. (RETALIATE). Grazie all’intervento degli Outlaws, Alessandra è tornata sana e salva al club e Raven è stata catturata e consegnata nelle abili mani di Machete.
Raven si dimostra da subito una preda difficile da domare, una sfida estenuante che Machete non vede l’ora di raccogliere e di vincere. In ballo c’è l’onore e la sopravvivenza del club, lui lo sa benissimo, ed è per questo che non può fallire. Pur affascinato dalla ragazza, inizia il suo lavoro come sempre, nessuno intravvede i suoi demoni, li comprende e ne rimane affascinato. La loro rappresenta una sfida difficile che non ha alcuna intenzione di perdere. Per Raven, però, abituata a soffrire, la violenza non costituisce un problema. Per raggiungere l’obiettivo Machete deve cambiare tattica e deve farlo in fretta.
“… She’s not going to be like anyone you’ve um… tortured before, Machete. […] She’s conditioned to withstand this kind of things”
 Messo in guardia da Alessandra, Machete deve cambiare tattica, se vuole vincere la resistenza della ragazza, deve fare leva sulle sue paure.
“wait!” she screams bloody murder, and lit’s like a music to my ears. I stop to turn, hoping she’s going to tell me something I want to hear.“Please, turn the light back on!” She begs and a wolfish smile fills my face.“Are you afraid of the dark?” […] “Don’t do it, please don’t live me in the dark” Her voice laced with despair that ignites my inner beast.
Machete gode nel sentirla gridare, tirare fuori le sue paure equivale a un gioco molto erotico ma anche molto pericoloso. La reazione inaspettata di Raven davanti alle torture, finisce per destabilizzarlo, pur essendo il suo giocattolo, la ragazza diventa importante. Machete vuole proteggerla e, anche se sa che così facendo si metterebbe contro i suoi fratelli, è disposto lo stesso a rischiare per lei e a fidarsi di nuovo.
Being accepted by people who are the same as you is better than pretending you’re something you’re not… so you don’t feel lonely.
Raven, d’altro canto, per la prima volta si sente desiderata, compresa. Anche lei ha bisogno di Machete perché si sente al sicuro.
… If staying in the dark with you forever is love, then I never want to feel the warmth of the sun again.
La storia di Machete e Raven è bella e intensa. Entrambe anime solitarie e dannate hanno conosciuto l’inferno, attraverso grida di dolore e sofferenze raccontano una storia silenziosa che solo dei cuori oscuri possono comprendere. Poi si sono trovate e insieme hanno cominciato un percorso verso la redenzione.
Nobody is unredeamable.
Bello è anche il personaggio di Gatz: il suo è un cameo straordinario tanto tenero, quanto sfortunato, per lui Machete nutre un sentimento fraterno molto forte e intenso.
ILLICIT è un romanzo bello, di forte impatto, e come ho detto all’inizio, è senz’altro il migliore della serie. Adesso aspettiamo gennaio per un altro capitolo dei Sin City Outlaws Motorcicle club.
“Kill me?” she whispers, her fingertips caressing my cheek. I want to push my body onto her, and feel her warmth against my skin one more time before I take her life and her body cools. I’m going to enjoy her. She’s dark and twisted. 
I smile and bend down to get closer to her. Running my hand through her soft black hair I pet her, brushing her loose hairs away from her face. Fuck, I’m excited to play with her, hear her scream and watch her fear me. To quickly kill someone as pretty and smart as her would be a goddamn waste. Like breaking a toy before you got a chance to play with it, this needs to be done slowly. 

“Oh no sweetheart, the fun is just about to start,” I threaten in a low whisper.

Something dark passes over her face, but she doesn’t break eye contact. It’s almost as if she sobers completely. 

Suddenly a foot strikes me in the chest and I sail into the side of the van.